Scrivere in strada

[*]
Alla fine parteciperò anch'io.
Si tratta di fermare la gente per strada e convicerla a "liberare le parole" che tiene in sè, a farle uscire per prendere aria stese sulla carta. La cosa si svolgerà in tutta Italia, domenica 7 maggio e per quanto mi riguarda avrà luogo a Milano, in piazza Bausan dalle 11.00 in poi.
Ancora non ho capito bene cosa si debba fare. Però i principi guida che abbiamo stilato sono molto chiari:
1) Costo zero.
2) Nessuna aspettativa.
3) Pensare prima di tutto a fare qualcosa per noi stessi.
4) Comunque vada, sarà un successo.
Ad un certo punto della riunione dell'Organizzazione (che comprendeva me, zu, su e narsil), tra la frutta e il dolce, iniziando a discutere di alcuni dettagli organizzativi, si sono cercati come eventuale aiuto alla scrittura alcuni incipit molto essenziali, del tipo "Un giorno mio padre mi disse...".
Purtroppo un paio di miei fantastici spunti poetici non hanno superato la prova dell'unanimità e non saranno nella rosa delle alternative.
Li scrivo per dare a certi colpi di genio lo spazio che meritano:
I) Ohi le le, ohi la la...
II) Osteria numero...
Ah,
a proposito,
se per caso avete anche voi qualche spunto o suggerimento
lascetelo pure
sarà ben accetto
e ne faremo tesoro
anche se non è detto che poi effettivamente lo metteremo in pratica
che l'unanimità è una prova ben dura da superare!
[*] Julian Beever (i cui trompe l'oeil sono segnalati oggi da Repubblica) sarebbe un ottimo testimonial delle Scritture di Strada.
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